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Categoria: Around

Finalmente Canada!

    { del viaggio più bello ma soprattutto più divertente degli ultimi anni. Di risate fino alle lacrime e di band in trasferta. Di migliaia di km percorsi e…

 

 

{ del viaggio più bello ma soprattutto più divertente degli ultimi anni.
Di risate fino alle lacrime e di band in trasferta.
Di migliaia di km percorsi e di gioia, quella vera!}

 

 

 

Iniziamo dalla fine, dagli highlights from Canada!

 

il primo giorno vogliamo vedere tutto ma 3 h e mezza di pranzo sull’Harbourfront ci blocca.

Ad onor del vero fu lo spalmamento di crema su di un braccio tatuato a fermare la nostra foga ed accenderne un’altra, di foga !

La pianificazione della prima, deliziosa breakfast canadese.
Girare mezza città in bus senza biglietto per scoprire che il posto si è trasferito.
Alla fine, chi ti salva il culo, è sempre Starbucks!
Le nostre guide di questo viaggio:
un lui, simpaticissimo, maglietta acrilica nera con odori di dubbio gusto.
Ad inizio giornata sopportabile, a fine giornata c’è bisogno della maschera d’ossigeno.
Ma lo ricorderò sempre con tanto affetto.
La vecchietta a Montréal, pareva esalasse l’ultimo respiro ad ogni parola.
Con noi è sopravvissuta, non so con quelli dopo!
Montréal potrei riassumerla così: looking for Leonard Coen and for an hairdresser!
Ci siamo capiti, no?
Del nostro viaggio verso il nord.
Prendiamo il treno diretto a Vancouver
( durata del viaggio: 5 gg e 4 notti ).
Noi, per arrivare a destinazione ci impieghiamo 3 ore circa.
Distanza percorsa 150 km circa.
Ci siamo capiti di nuovo!
Welcome to Washago.
That means no taxi, no buses, no WiFi, nothing and nobody.
In the middle of nowhere.
Ma è così caratteristico!
Entrata trionfale al Casinò Rama.
Vedere una testa ricciolina e correre con la valigia attraverso tutta la hall.
Io vedo fiches ovunque, lei l’ammmmore!
Sempre a Rama: colazione modello Gilda: capello biondo al vento e abbigliamento da Red carpet che qui va così.
Sempre a Rama ( si è capito che abbiamo dato il meglio qui? ):

“ Ciao!
Scusa se ti disturbo.
Non sono una vostra fan e non conosco neanche una canzone ma ho accompagnato fino a qui la mia amica, quella nascosta dietro la colonna.
Per favore, potete parlarvi?
Grazie! “


Come dire: mi piace essere incisiva, sempre!
La colonna sonora che ha accompagnato il nostro meraviglioso viaggio: talmente ‘90 da rimpiangere le Spice!
Sogni d’oro, anzi d’acero & you’re very welcome lady!
Ultimo ma non ultimo e sempre e comunque GO RAPTORS GO!

 

 

Finalmente sono andata dall’altra parte ✈️

Le diedero ali per volare e lei le usò come coperte per difendersi dal mondo.

Dopo mesi intensissimi ( che solo chi mi vive veramente può capire e per la vostra pazienza vi ringrazio  ) di montagne russe e di emozioni forti avevo bisogno di respirare quest’aria qui.
Sono due anni che cerco di andare da questa parte del mondo ma tutto mi ha portato dall’altra.
Ma la cose, si sa, arrivano al momento giusto.
Ed eccomi qui.
Inaspettatamente.
Felice.
Scelte di pancia ( come sempre ) che non si sbaglia mai

Toronto mi ha accolta con una nebbiolina stile Twin Peaks, una pioggerellina fastidiosissima e 14 freschissimi gradi ma io sono semplicemente grata perchè le mie ali sono la mia coperta calda e tutto intorno è magia.

 

Dopo anni di viaggi in zone che profumano di coriandolo e zenzero, arriva l’occasione di partire per l’altra parte.Starbucks, cheeseburger, big steak e fiumi di birra che qui producono un po’ dappertutto.

Toronto, che figata!
Multietnica, ordinatissima, luminosa ma soprattutto soleggiata dopo un inizio non proprio incoraggiante ( e comunque si, insolazione anche stavolta ma ormai lo voglio vedere come un buon segno ).
Skyline strepitoso dalle Toronto Islands ma altrettanto affascinate dalla CN Tower dove normalmente si fanno ore di coda per salire ed altrettante per scendere ma noi siamo arrivati qui sotto una buona stella perciò è stato un attimo.
Il resto del tempo lo abbiamo passato ad ammirare la quantità di verde che circonda la città e che la rende tra le più vivibili del Nord America.
Abbiamo pranzato lungo l’Harbourfront che si estende lungo le rive del lago Ontario e credetemi è figo assai.
Ma è il Distillery District che ci ha fatto innamorare.
Ex zona industriale vittoriana, sede della più grande distilleria di whisky del mondo e totalmente ristrutturata negli anni ‘90, piena di caffè, ristoranti, gallerie, studi di artisti eclettici e di un sacco di negozietti tipici che si snodano lungo le vie di ciottoli color rosso malta.
C’è poco da dire, Toronto mi piaci!
Però mi hai distrutta come nessuna mai che ho perso il conto dei km percorsi e delle ore di sonno non recuperate.
Ieri sera ho ceduto le armi e mi sono tuffata nel lettone senza scrivere e, lo sapete, non è cosa da me.
Passano gli anni e decisamente non reggo il fuso orario come un tempo.

 

 

Ad un paio d’ore di auto da Toronto – attenzione attenzione – squillino le trombe che finalmente ho viaggiato con Greyhound e mi sono quasi commossa per questo – ci sono le

Cascate del Niagara

Dal Table Rock si può ammirare una delle meraviglie del mondo, le Horseshoe Falls, dove il Niagara River si lancia per 53 mt da un precipizio lungo oltre 300 mt ( spiegone preso dalla mia guida che io di solito sono intenta a farmi i selfie, non a studiare! ).

Ma partiamo dall’inizio.
Grazie a Dio che ci sono questi intermezzi utili tra un posto e l’altro che non ho nemmeno il tempo di riordinare le foto, figuriamoci di scrivere.
Sul Greyhound ho sistemato idee e pensieri per poi dedicarmi ad una meravigliosa giornata di sole in cui abbiamo spuntato, nell’ordine:

Niagara Falls:

lasciate perdere il contorno un po’ troppo americano fatto di palazzoni specchiati, hotel enormi e Casinò in cui tentare la fortuna.
Estraniatevi da tutto e godetevi ciò che la natura vi presenta.
Siamo esserini piccoli piccoli e non bastano i grattacieli e lo scempio che la mano umana ha creato intorno per distogliere dalla vera bellezza.
Le Cascate, con tutta la loro potenza, travolgono e avvolgono.
Non fermatevi sul deck per le foto di rito, scendete, imbarcatevi e fatevi portare sotto le Cascate.
È lì che troverete la vera magia.
Ci si dimentica tutto, ci si emoziona, ci si bagna anche ma, nonostante le opinioni siano molto discordanti che del Niagara me ne hanno dette di ogni, per me, rimane una delle esperienze a contatto con la natura più belle ed emozionanti che abbia vissuto.

 

 

Niagara on the Lake:

Spostandosi dalle Cascate verso questo delizioso paesino, si costeggiano km di vigne talmente curate che neanche su FarmVille e distese di tipiche case americane/canadesi/inglesi as u prefer.
Io sono rimasta incollata al finestrino per tutto il tempo, rapita dalla meraviglia della natura e dal silenzio.
E poi si arriva nel cuore di questa graziosa e invariata cittadina della metà dell’800.
Case georgiane e neoclassiche, carrozze trainate da cavalli ( in piena salute ), case color pastello ma soprattutto negozi di Natale aperti tutto l’anno.
Serve dirlo che ho fatto incetta di addobbi e che quest anno toccherà addobbare due alberi?
Serve dirlo che qui ci voglio tornare per assaporare a fondo tutta questa meraviglia?
E poi da Carlotta ho mangiato uno dei gelati più buoni non solo delle Americhe ma in assoluto, che trovare un vero pistacchio di Bronte qui non è per niente scontato. 

Se passate in zona non potete non fermarvi.

 

 

A fine giornata ci siamo fermati da Trius Wine per una degustazione di Ice Wine e, al solito, ci siamo fatte riconoscere: non ci era chiaro se era buono o buonissimo perciò abbiamo dovuto chiedere un rabbocco!
Nel frattempo in Italia è scoccata la mezzanotte e la mia sorella di cuore compie gli anni perciò tocca brindare again and again!
Saltiamo la cena e ci dedichiamo ai trattamenti di bellezza ma soprattutto pianifichiamo i prossimi giorni che la sorpresa è dietro l’angolo!

 


What a surprise!

We moved to Montréal

Era impossibile non farci un salto che, oltre ad essere la più grande provincia canadese del Quebec è anche la città più romantica del Canada e vuoi non visitarla?
Città fluviale, si sviluppa lungo le sponde del Saint Laurent e arriva fino al Mont Royal da cui prende il nome e dalla cui verde cima si domina tutta la città.
Sole alto ed un venticello che rinfresca corpo e mente ci hanno accompagnato in questa meraviglia di posto.
Bellissima perché sorprendente.
I suoi quartieri sono tutti diversi tra loro: si va dal Vieux-Montréal con le sue strade acciottolate, lo stile francese coloniale e la basilica neogotica di Notre-Dame in centro, al quartiere bohémien Plateau.
È un pout pourri di stili, di colori e di gente.
E lo so che mi innamoro spesso, che le città che visito mi piacciono tutte, che mi lascio travolgere dalla bellezza, sempre.
Che sono entusiasta, sempre.
Ma ditemi, potrebbe essere il contrario?

 

 

Di certi paesini, dove il tempo si è fermato, dove non ci sono taxi, rent a car o pompe di benzina.
Dove la stazione dei treni sembra quella della Playmobil.
Dove le insegne sono le stesse dagli anni ‘80.
Dove tutto intorno sono foreste e laghi.
Dove la ragazza bionda del drugstore ti carica in macchina e ti porta a destinazione.
Con il sorriso.
Dovrebbe essere così ovunque.
Ed è bellissimo.

Questa è Washago!

 

 

 

Mi sono innamorata del Distillery District di Toronto.
Ex zona industriale vittoriana, sede della più grande distilleria di whisky del mondo e totalmente ristrutturata negli anni ‘90, piena di caffè, ristoranti, gallerie, studi di artisti eclettici e di un sacco di negozietti tipici che si snodano lungo le vie di ciottoli color rosso malta.
Musica dal vivo e leggerezza.
Imperdibile.

 

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Formentera ancora e ancora!

    Chi mi conosce bene sa che Formentera è la mia seconda casa, il mio porto sicuro, la mia ricarica di energia. L’isoletta l’ho girata in lungo e in…

 

 

Chi mi conosce bene sa che Formentera è la mia seconda casa,

il mio porto sicuro,

la mia ricarica di energia.

L’isoletta l’ho girata in lungo e in largo.

So bene quali sono i miei posti preferiti

e non ho bisogno di alcuna guida.

Ma questa è diversa.

Se amate l’isola leggetela a vedrete che scoprirete

qualcosa che ancora non conoscete.

Se non ci siete ancora stati leggetela

e vi verrà voglia di prendere il primo aereo.

Se, come me, siete convinti di non averne bisogno,

( per una volta ) buttatela in borsa e partite.

Vedrete che non ve ne pentirete!


📖


Se volete acquistarlo andate su Instagram e scrivete a

@violablanca o cliccate nel link della sua bio 📌

 

 

 

 

ᔕ’EᔕᑭᗩᒪᗰᗩᗪOᖇ
🏖
Il paradiso sotto forma di isola privata con pubblico accesso,
a parte del Parque Natural de Ibiza y Formentera.
Luogo quasi mistico dove fare il bagno completamente nudi,
cattare selfie come se non ci fosse un domani,
imbastire shooting fotografici
e rotolarsi nella sabbia come novelle Cindy Crawford,
correre sulla battigia
e ammirare l’immensità di Es Vedrà in lontananza.
⛵️

Raggiungibile solo via mare:
potete scegliere tra la Barca Bahia che fa servizio “navetta”
ma chiude la temporada a fine settembre oppure un’imbarcazione privata
– come abbiamo fatto noi –
che vi porta e vi viene a riprendere all’orario che preferite.

Raggiungerla a piedi è possibile ma lasciate stare:
le correnti si creano improvvisamente e rischiate di rovinarvi la vacanza.

⛵️

Dicevamo.

Spiaggia bianca kilometrica, acqua cristallina e profumati ginepri.

Sentirsi Robinson Crusoe è un attimo e l’emozione è pazzesca.

Da amante di questi luoghi, vorrei che fossero protetti,
che rimanessimo in pochi a conoscerli,
che la magia rimanesse per sempre la stessa,
ma la bellezza va condivisa perché la bellezza ci salverà.

Andateci e abbiatene cura.

Amatela, questa isoletta.

Respirate a pieni polmoni e inspirate la bellezza.

Farla rimanere così com’è è una scommessa, cerchiamo di vincerla!
Eᔕ ᐯEᗪᖇᗩ’
🌟
C’è chi dice faccia parte dei resti della mitica Atlantide.
Chi pensa sia una base militare sottomarina segreta.
Chi racconta fosse la dimora delle sirene e delle ninfe marine
che Ulisse incontrò nella sua Odissea
e il luogo natale della divinità Tanit.

Chi vi ha avvistato ufo,
cerchi di luce e strane presenze
che spesso hanno terrorizzato i pescatori della zona.

Di sicuro c’è che, avvicinandosi,
le bussole impazziscono e gli uccelli perdono l’orientamento
perchè è uno dei tre campi magnetici della terra
( insieme al triangolo delle Bermuda e al Polo Nord ).

Che è invisibile dal satellite – come la casa Bianca o il Pentagono:
saranno i campi magnetici?

Di certo ha ispirato moltissimi artisti, musicisti, fotografi,
scrittori e pittori che si sono innamorati
di questa isola disabitata e suggestiva.

Raggiungibile solo via mare e facente parte di una riserva naturale.

Imponente, affascinante, magica 🌟
{ magia }
🌟
Porca puttana i dettagli.
Un dettaglio è cosa minuscola,
ma cose di questa grandezza riescono a fare la differenza,
una parola sola,
un solo sguardo,
un frammento di un ricordo.
Sono sempre cose così piccole a stravolgere tutto. 

A fare saltare in aria le logiche.

A farti dire basta a farti dire fanculo, sì, ancora.
{ della lucertola azzurra.
Anni e anni che la cerco e finalmente eccola qua.
Incantata. }
🐊
Sognavo di restare tutto il giorno, come una LᑌᑕEᖇTOᒪᗩ,
a bere la luce, ascoltando cantare i pini 

🐊

 

 

 

 

 

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Colori, sapori e magia del Marocco!

    La cosa orrenda di questi viaggi è che le ore di sonno vengono drasticamente dimezzate. Dormo poco, mangio male, macino km ma sono animata da un’energia pazzesca. Cambia…

 

 

La cosa orrenda di questi viaggi è che

le ore di sonno vengono drasticamente dimezzate.

Dormo poco, mangio male,

macino km ma sono animata da un’energia pazzesca.

Cambia l’umore, cambia la prospettiva, cambiano gli occhi.

Soprattutto gli occhi.

Osservare senza mai smettere di meravigliarsi.


La mia prima volta in Marocco.


I colori, i profumi, i sapori.


Il viaggio.


Oggi è stato un tour de force.


Dalla Kashba Oudaya alla Moschea Hassan alla Chellah.


Da Rabat a Fes passando per Meknes – la più piccola delle città imperiali.


Ho cercato di catturare tutto il possibile ma credetemi, è impossibile.

 

 

 

 

L’iPhone dice 8.7 km ma io me ne sento 18.

Fes è la capitale spirituale del Marocco

ed è una delle più grandi città murate del mondo.

Ci siamo persi nella sua Medina,

tra migliaia di stradine ( 9.000 e dico 9.000 a fondo cieco  )

tra frutta fresca, sacchi di spezie, tappeti berberi, c

oncerie e arte marocchina di qualsiasi tipo.

Abbiamo visitato una scuola coranica e l’università più antica al mondo.

Ci siamo scattati selfie nel vento sulla fortezza che domina la città,

bussato a porte decorate e bevuto litri di thè

mentre hanno cercato di venderci la qualunque.


Abbiamo bevuto mojito sulla terrazza del Palais Faraj

che se passate di qui una tappa è d’obbligo ma, soprattutto,

abbiamo cenato chez Dar Roumana, chef francese,

che dopo giorni di sapori berberi c’era bisogno

di tornare a semplice frutta e verdura ben impiattata.


Ci siamo immersi in questo paese

che ti travolge con i suoi colori e la sua magia.


Domani ci spostiamo verso Chefchaouen,

la perla blu del Marocco,

il mio sogno che si realizza.

 

 

 


Inshallah 

Chefchaouen è la perla blu del Marocco.

Incastonata tra i monti del RIF e abitata da tribù berbere e arabi.

Completamente diversa dalle altre città marocchine.

Ieri vi ho lasciato specificando che è un mio sogno che si realizza.

 

Ebbene.


Stanotte ho cominciato a stare talmente male che ho pregato anche in berbero.


La maledizione del cagotto africano ha fatto centro così,

dopo un viaggio di più di 4 ore in quella che sembrava Toscana

ma in realtà è il Marocco che non ti aspetti, siamo arrivati qui.


Giusto in tempo per farmi schiattare nel lettone del nostro Riad,

avvolta da un piumone modello Sudtirol!


Avrete capito che non ho la forza nemmeno di alzarmi

per bere un bicchiere d’acqua prima della disidratazione totale.


Ah si, dimenticavo,

c’ho pure un febbrone da cavallo

ma domani è un altro giorno e spero vivamente di aver ingurgitato tutte le medicine possibili

affinché io possa andare a Casablanca non barellata.


Toccherà tornare che sono riuscita a scattare

quattro foto in croce prima di svenire.


Inshallah forte!

 

 

 

 

Avevo il terrore di affrontare questa giornata.

Ero già pronta a chiedere il rimpatrio sanitario

pur di non farmi 10 ore di macchina per scendere a Marrakech invece,

inaspettatamente,

le mie preghiere notturne hanno fatto effetto

e sono riuscita ad arrivare al mio letto nel Riad tutta intera.

Abbiamo fatta tappa a Casablanca

dove ci siamo anche fermati a mangiare dell’ottimo pesce al Restaurant Du Port

che se siete da queste parti non potete saltare.

Io ho bevuto tanta acqua e mangiato un salmoncino misero misero

ma i miei compagni d’avventura si sono scofanati tutto il menù e dicono,

ne valeva la pena!


La Moschea di Assan II,

la seconda più grande al mondo dopo la Mecca,

merita assolutamente una visita perché è qualcosa di meraviglioso.


Affaccia sul mare di Casablanca ed imponente è dir poco.

 

 

Essaouria, invece, l’avevo sottovalutata.

A 2 ore e mezza da Marrakech c’è questa piccola cittadina affacciata sull’Oceano Atlantico

con un porto che pullola di gente, gatti, pesci e venditori ambulanti.

Lungo la strada, invece, distese di alberi di Argan

e di cooperative in cui si producono olii e cosmetici e vuoi non fermarti?

Ne sono uscita con la Visa smagnetizzata

e talmente carica di trattamenti di bellezza

che se non divento come Belen entro ferragosto

denuncio lo stato del Marocco

per inganno che pare che l’olio di Argan faccia miracoli.


Ci siamo persi ( veramente ) per le sue stradine

in una Medina

completamente diversa da quelle viste fino ad ora,

piena di negozietti di artigianato, gallerie d’arte

e banchi di spezie.


Abbiamo mangiato del pesce buonissimo

in uno dei ristorantini tra la spiaggia,

il porto e la Medina.


Bisogna armarsi di pazienza perchè sono un tantino pressanti

ma il tutto consiste nello scegliere il pesce appena pescato, trattare il prezzo

e aspettare che lo cuociano alla brace.


Ma sono le terrazze affacciate sull’Oceano la vera meraviglia.


Scegliete un localino a caso tanto sono tutti belli e godetevi vento,

mojito ed il rumore delle onde del mare

( fatevi anche i selfie che sono instagrammabili di brutto ).

 


Per chi si sta chiedendo se mi sono totalmente ripresa dal virulone

la risposta è no.

Gli altri sorseggiavano mojiti ghiacciati,

io acqua naturale a temperatura ambiente

tra mutismo e rassegnazione però ero tremendamente felice.


Pura meraviglia!

Inshallah!

 

Ci risiamo!

Mi sono ustionata anche in Marocco

Questi 36.5 gradi a Marrakech non erano previsti.

Qui dicono che la temperatura media di questa stagione va dai 24 ai 28 gradi:

sono arrivata io e mi hanno accolta con sole alto nel cielo

e temperature ferragostane.

Ma Marrakech è talmente bella che il resto passa in secondo piano.


Abbiamo macinato km tra la Medina, il quartiere ebraico,

la piazza grande piena di gente e animali di ogni tipo

ma la bellezza del Jardin Majorelle batte tutto.

 

 

 

 


Sono rimasta incantata dalla quantità di piante di ogni specie e colore,

dal laghetto delle ninfee che Monet sarebbe andato a nozze

e dalla pace che si respira lì dentro.


Farsi un selfie è roba per intraprendenti:

bisogna mettersi in fila e attendere pazientemente il proprio turno

( sempre sotto il sole cocente africano eh! ).


Abbiamo bevuto il più buon centrifugato di frutta del Marocco

e visitato il Museo di YSL

che ha capito una vita fa quanto fossero belli e d’ispirazione questi luoghi.

 

 

 

In molti mi avete chiesto dove abbiamo soggiornato a Marrakech.

Ebbene, cotanta bellezza ha il nome di Riad Irene

e vi si accede da una delle porte secondarie della Medina

che gira di quì e gira di lì in 5 minuti si arriva a destinazione.

Semplice e molto comodo.


Di proprietà di una coppia parigina,

arredato unendo l’eleganza francese al gusto marocchino,

curato nei minimi dettagli,

pulitissimo ( cosa non scontata in Marocco ),

Colazioni super e più vicine al nostro modello europeo

( altra cosa non scontata in Marocco )

ma soprattutto accoglienza deliziosa.

 

 


Se avete in programma di andare a Marrakech tenetelo in considerazione,

sempre che non abbiate già prenotato a La Moumonia nel qual caso vengo con voi!

 

 

 

Le Grand Cafè de la Poste 

è è il mio ristorante del cuore a Marrakech.

Non ha nulla di marocchino ed il cibo è più europeo che africano ma tant’è:

mi ha conquistata.

Storico bistrot anni ‘20 recentemente restituito all’antico splendore,

pavimenti a scacchi bianchi e neri, una maestosa scala centrale,

legno scuro e palme in vaso ovunque

ma soprattutto il calore insostituibile delle candele

che avvolge non appena si entra.

Luci soffuse e musica dal vivo.

Si può mangiare sia fuori che dentro

( noi abbiamo mangiato ovunque  ).


Se siete di passaggio andateci e poi fatemi sapere.


Sono certa che lo amerete quanto l’ho amato io!

 

 

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Istanbul – un weekend di storia, di buon cibo, di meraviglia!

  La mia terza volta a Istanbul. Per un weekend di solo relax, bagni turchi, scrub e massaggi. Queste le aspettative. 🕌 È finita che, grazie alla meravigliosa guida di…

 

La mia terza volta a Istanbul.

Per un weekend di solo relax, bagni turchi, scrub e massaggi.

Queste le aspettative.

🕌

È finita che,

grazie alla meravigliosa guida di Scoprire Istanbul,

abbiamo battuto la città da cima a fondo,

da Sultanahmet al Bosforo,

da Piazza Taksim a Sirkeci,

da Galata a Eminönü.

 

Km e km a piedi ma anche ore di chiacchiere,

centinaia di foto,

litri di vino bianco

ma soprattutto hummus come se non ci fosse un domani.

🕌

La Moschea Blu in ristrutturazione da sempre e per sempre,

Aya Sofia che rivederla è ogni volta una meraviglia,

il Bosforo che incanta,

la stazione ferroviaria di Sirkeci dove,

in un battito di ciglia, ti ritrovi a Costantinopoli,

passeggero di quell’Orient Express in arrivo da Parigi

che ancora mantiene intatta la sua magia.

🕌

 

 

Ed è proprio grazie al mio amore smisurato per l’Orient Express

che non potevamo che alloggiare al Pera Palace Hotel. 

Dove nella stanza 411

Agatha Christie scrisse quello che resta tra i miei libri preferiti di sempre,

quello che il film me lo sono guardato in volo

e il libro me lo sono riletto a bordo piscina nell’unico giorno di relax meritato

quanto una pizza la domenica dopo una settimana di dieta.

🕌

Ebbene, il mio relax, i mei bagni turchi, i miei scrub ed i miei massaggi

sono durati un’intera mattinata

– che pare tanto ma è niente per chi,

come me,

sperava in un rave in una SPA da capogiro.

Sono stati giorni pieni di allegria, di sorrisi e di gioia.

Sono stati giorni di grande fermento in una città che non si ferma mai

e che bolle come una pentola sul fuoco

perché Istanbul è in continuo divenire.

Erano anni che mancavo e l’ho trovata piena di energia,

di vitalità,

di forza.

Abbiamo mangiato in locali così cool che ciaone,

abbiamo banchettato con un branzino al sale

che richiede un’intera squadra di pompieri solo per la presentazione

ma della bontà ne vogliamo parlare?

Abbiamo bevuto talmente tanto thè caldo

che forse ci siamo purificati anche senza scendere in SPA ogni sera.

Abbiamo abbandonato i selfie per non mollare bicchieri e posate

ergo le uniche foto tutti insieme sono a tavola

dove i camerieri impietositi ci hanno immortalato.

L’equazione, per noi, resta panza piena e sorrisi a profusione.

Ma soprattutto abbiamo pianificato: viaggi, incontri, vita.

Abbiamo respirato a pieni polmoni e ci siamo rigenerati.

Ti ho salutato con un un velo di tristezza nel cuore

ma sono certa che ci rivedremo perché la magia che ti avvolge è unica, davvero! 

 

A cena da Meze by Lemon Tree non potete mancare:

lo chef reinterpreta la cucina turca. 

Scegliete il menù degustazione e tuffatevi nelle decine di ” meze ”

– antipasti –

che vi verranno serviti.

Cibo buonissimo ed in quanto a gentilezza i migliori!

Prenotate qualche giorno prima perchè è davvero richiestissimo

ed ha pochi tavoli.

Se, invece, volete mangiare pesce fresco,

andate al Sur Balık Restoran Cihangir ,

all’ultimo piano di un palazzo con vista spettacolare sul Bosforo.

Il nostro branzino al sale meritava anche solo per

la presentazione con spettacolo pirotecnico.

Abbiamo alloggiato al Pera Palace Hotel:

ci ha vissuto Agatha Christie

e nella stanza 411 ha scritto Assassinio Sull’Orient Express.

Questo potrebbe già bastare.

Aggiungeteci una location da sogno sul Bosforo, 

una SPA con piscina, bagno turco, sauna e tepidarium

e colazioni spadellate al momento ed il gioco è fatto.

Vi conquisterà.

Tutt’altro che economico ma vale la pena.

P.S. E’ aperto al pubblico per visitarlo avendo al suo interno il primo ascensore

installato in Turchia.

Per quanto riguarda la guida,

mai più senza.

Noi siamo andati alla scoperta della città con Emre di

Scoprire Istanbul

e non posso fare altro che consigliarveli.

Ti cuciono addosso il tour e ti immergono nella bellezza della città

 

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Latterie Friulane: il latte come una volta!

  PARLIAMO Di LATTE E DEI SUOI DERIVATI Se penso alle Latterie Friulane ritorno immediatamente alla mia infanzia. Alle colazioni preparate dalla mia nonna che sapevano di kraphen alla marmellata, yogurt…

 

PARLIAMO Di LATTE E DEI SUOI DERIVATI

Se penso alle Latterie Friulane ritorno immediatamente alla mia infanzia.

Alle colazioni preparate dalla mia nonna che sapevano di kraphen alla marmellata,

yogurt rigorosamente in vetro

e latte bollente che, con la sua panna,

rimane una della cose più libidinose che ci siano.

Lo yogurt in vetro, a quei tempi, era un must perchè poi,

a scuola,

usavamo i barattolini per fare i ” lavoretti ” :

decoupage,

pitturazioni che neanche Van Gogh,

porta candele come se non ci fosse un domani,

e chi più ne ha più ne metta.

Capirete che non sono riuscita a non emozionarmi quando è arrivato l’invito

a visitare lo stabilimento di Campoformido.

Ebbene, eccoci qui.

 

Ci accoglie Filippo Golin, direttore dello stabilimento

che ci presenta l’azienda e ci guida in un tour

che parte dalla zona di ricevimento e confezionamento del latte,

passando per la zona di produzione di yogurt e mozzarella

per finire in quella che loro chiamano Reparto Montasio

e che io chiamo Reparto Delirio dei Sensi.

 

 

Latterie Friulane viene assorbita nel 2015 da Parmalat

che fa entrare lo stabilimento di Campoformido 

con i suoi circa 135 dipendenti 

tra i 9 stabilimenti italiani di proprietà del gruppo.

Gruppo che ha puntato moltissimo su Campoformido

cercando di farne uno stabilimento con prodotti strettamente legati al territorio.

Ogni giorno arriva in sede il latte

che proviene quasi tutto da un raggio massimo di circa 90 km,

ad eccezione di una parte di latte bio proveniente dall’Austria, 

in quanto lo stabilimento produce anche la mozzarella

per un’importante catena austriaca che richiede il suo latte. 

 

 

Da sempre attenti al Bio,

il loro marchio Bio Friuli,

che punta ad un’idea di genuinità e di ritorno alle tradizioni,

è ora distribuito

tramite le catena Ocean e Pam

in tutta Italia,

con l’intento di ampliarne sempre più la distribuzione.

Finalmente, grazie a due tenute del Friuli Venezia Giulia che, 

in collaborazione con Latterie Friulane, 

quest’anno si sono convertite al biologico,

lo stabilimento riesce a soddisfare

la produzione sia di latte che di yogurt senza andare troppo lontano.

 

 

Ma è quando si parla di Montasio Dop che il gioco si fa duro.

Formaggio che deve il suo nome all’omonimo massiccio montuoso del Friuli, 

dal sapore unico e 100% made in FVG.

E’ Franco Della Mora

– casaro da generazioni

e tra i massimi esperti di Montasio in Regione –

che ci guida nella zona di produzione,

ci racconta e si racconta.

Riesco a leggere l’emozione nei suoi occhi quando parla di latte,

salamoia,

stagionature.

 

 

 

Chiudiamo degustando

formaggio Montasio,

mozzarella,

ricotta

– che viene ancora confezionata a mano

e che grazie all’utilizzo di siero di latte intero

e all’aggiunta di una piccola quantità di panna o di latte

ha un sapore particolarmente e delicato e buonissimo –

yogurt.

 

 

Ne sono uscita con una borsa frigo piena di delizie

e con la consapevolezza che i nonni non sbagliano mai!

Lode alle Latterie Friulane

che guardano al futuro senza dimenticare il passato!

 

 

 

 

Per maggiori info cliccate qui:

Latterie Friulane

 

 

 

 

 

 

 

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Weekend in Versilia e quella famosa celeste nostalgia!

      💙 { del mio weekend al Forte e di quella famosa celeste nostalgia } 💙   Avete presente i film che hanno accompagnato la nostra infanzia? Quelli…

 

 

 

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{ del mio weekend al Forte e di quella famosa celeste nostalgia }

💙

 

Avete presente i film che hanno accompagnato la nostra infanzia?

Quelli dei gloriosi anni ‘80 e che raccontavano quelli che per loro erano i gloriosi ‘60?

Ecco.

Il mio weekend è stato un riassunto dei 20 anni in questione.

Un Bignami dell’Italia in rinascita.

Una corsa a rivivere quei momenti.

È stato un weekend di grandi risate e di ricordi malinconici.

Di racconti epocali che la Versilia, quella vera,

la possiamo rivedere ad librium

solo grazie ai Vanzina.

Al Villino Limoni che ci ha ospitato e che ci ha coccolato.

Con la luce del sole che filtra delle finestre di prima mattina,

il tintinnìo delle stoviglie che funziona più della sveglia,

l’ovetto alla coque a colazione

( rigorosamente 4 minuti di cottura che sennò non lo si mangia! ),

la posizione strategica che sei in spiaggia in 2 minuti 2.

La tenda numero 24 e il nostro vicino pelosone.

Razza Retriever eppure spaventatissimo dalle onde ma con una naturale,

insita predisposizione al cazzeggio.

Il sole che splende nonostante le previsioni a dir poco funeste.

Il vino bianco nel secchiello da spiaggia e lo spaghetto allo scoglio in infradito.

I vecchini che altro che Burraco, sono bische clandestine.

Tutti i pezzi del puzzle perfettamente incastrati.

La certezza che non sarà l’ultima volta.

 

Perché ragazzi,

la cara celeste nostalgia ha quel sapore dolceamaro che ti fotte

e farne a meno è praticamente impossibile 💙 

 

         

 

 

Abbiamo deciso che il weekend in Versilia a settembre,

per noi,

sarà un must.

Da ripetere ogni anno.

Noi abbiamo scelto Forte dei Marmi perchè ci siamo,

semplicemente,

affezionati.

Se, anche voi avete voglia di passare da quelle parti, eccovi qualche info:

Abbiamo dormito al Villino Limoni :

zona tattica a 2 minuti dalla spiaggia ed altrettanti dal centro del Forte. 

Colazione fantastica in giardino e uno dei migliori ristoranti di carne in zona.

Al mare al Bagno Raffaelli :

anche lui a 2 minuti dal nostro B&B perciò ci potete andare in costume e pareo.

Gli spaghetti allo scoglio che abbiamo mangiato a pranzo valevano da soli la visita 😉

E poi avevamo un Golden Retriever magnifico come vicino di tenda

perciò sono mooolto Pet Friendly e questo ci piace moltissimo 😉

A cena al Pesce Baracca non potete mancare:

un mercato con cucina.

Pescheria, Risto e Street Food. 

Solo per veri amanti del pesce.

Il vino te lo servono nel secchiello da spiaggia:

hanno vinto tutto 😉

Se, invece, volete mangiare carne ( e bene! ),

andate a La Taverna Toscana ,

all’interno dell’Hotel Raffaelli.

Noi abbiamo scelto il menù degustazione così non ci siamo persi nulla 😉

Per quanto riguarda lo shopping,

il Forte non ha bisogno di consigli.

Uscite, passeggiate e perdetevi tra i mille colori delle casette del centro.

 

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